
Vita di padre Gianni Manzi, missionario comboniano
Padre Gianni Manzi nasce ad Almenno San Salvatore il 24 giugno 1926. Nel 1930 la sua famiglia si trasferisce ad Almenno San Bartolomeo. A 11 anni entra nel Seminario Minore di Clusone; poi a 14 anni nel Seminario Maggiore di Bergamo per il ginnasio e per il liceo. In seconda teologia entra nei padri Comboniani di Verona.
Il 3 giugno 1950 viene ordinato sacerdote e il 28 febbraio 1959 si laurea in Scienze Naturali all’Università di Padova. Questo fatto sarà determinante per la sua attività missionaria, perché in missione farà per lo più l’insegnante: aveva capito sia in Messico, dove resterà per 16 anni, sia soprattutto in Sudan, per 26 anni, che sono la scuola e l’istruzione a sottrarre le persone dalla sottomissione e dallo sfruttamento, come già diceva don Milani negli anni Sessanta.
A Khartoum (Sudan) insegna nel “Comboni College” frequentato sia da cristiani che da musulmani: è convinto che l’Africa si libererà dalla sua miseria attraverso la scuola. Per questo nei vari Centri di preghiera (uno dedicato alla bergamasca Pierina Morosini) creati dai Comboniani in Sudan, soprattutto per accogliere i cristiani che fuggivano dal Sud Sudan per la guerra civile ancora in atto, p. Gianni e i Comboniani creavano sempre delle scuole elementari.
P. Gianni e i suoi confratelli e le sue consorelle, le suore comboniane, si dedicarono moltissimo all’accoglienza e all’assistenza a questi miserabili sudsudanesi, visitandoli nei campi profughi, portando loro acqua, cibo, aiuti e celebrando la Messa in mezzo a loro, anticipando ciò che papa Francesco continua a ripetere ai nostri giorni: “Alle radici del Vangelo della misericordia, l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza con Dio; accogliere l’altro è accogliere Dio in persona” (Messaggio per la giornata del migrante, 12 settembre 2015).
Chi accoglie i migranti, dice sempre papa Francesco, accoglie Cristo; essi sono la carne di Cristo; chi costruisce muri, non può essere cristiano. P. Gianni Manzi viene ricordato nel libro soprattutto per questi due fattori fondamentali della sua missione: la scuola e l’accoglienza degli ultimi. Muore a Khartoum il 25 maggio 2004 ed è qui sepolto nel cimitero S. Francesco dei padri Comboniani.
Pagine: 304
Luogo di edizione: Sant'Omobono Terme
Anno di edizione: 2018
Autore: Ermanno Arrigoni (con il contributo di Giovanni Mazzoleni)




